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BALMAIN ANALIZZATO DA FESTINGER

CONTINUA A LEGGERE  se anche a te è capitato di provare un capo d’abbigliamento che desideravi da tempo, detestandolo invece dopo averlo visto sul tuo corpo. CONTINUA A LEGGERE se anche tu hai spesso l’impressione che un capo non ti stia come DOVREBBE e questo causa in te emozioni non piacevoli.

DISSONANZA COGNITIVA PSICOLOGIA DELLA MODA

LA DISSONANZA COGNITIVA

Nel 1957 Leon Festinger, psicologo e sociologo statunitense, ha introdotto il concetto di “DISSONANZA COGNITIVA”, che consiste nella coesistenza di cognizioni o pensieri opposti tra loro e in contrasto al punto tale da creare disagio, stress, emozioni spiacevoli alla persona.

La dissonanza prova a sperimentare un contrasto stridente tra cognizione e azione determinando un fortissimo stato di tensione ed insoddisfazione.

Succede ad esempio quando qualcuno dice: “fumare fa male e mi provoca mal di gola!” ma poco dopo non resiste alla tentazione di accendersi una sigaretta, autogiustificandosi.

L’intensità del disagio provocato dalla dissonanza aumenta al crescere dell’importanza che il fattore che la provoca ha per l’individuo.

DISSONANZA APPLICATA ALLA MODA

In genere ci innamoriamo di un capo d’abbigliamento/accessorio perché lo vediamo da qualche parte: nelle immagini sui social, in pubblicità, in qualche film, sui giornali, indossato da qualcuno…

In ogni caso, cercando l’articolo può capitare di vederlo indossato da un’altra persona, con determinate caratteristiche fisiche e sul cui corpo il capo si pone in un certo modo.

Noi lo sappiamo, il nostro cervello però tende a registrare quell’immagine e piano piano associa il capo/accessorio a quel modello e lo trasla su di noi.

E allora cosa succede? 

Succede che quando proviamo quel capo/accessorio e lo vediamo per la prima volta su di noi, sul nostro corpo, con le nostre caratteristiche (spesso differenti rispetto al modello registrato dal cervello), può non piacerci affatto e possiamo provare un profondo senso di delusione, tristezza e disillusione.

In poche parole, sperimentiamo la dissonanza.

Il modo in cui reagiremo dipenderà da numerosi fattori, tra cui l’importanza che viene data al capo/accessorio a livello di narrazione identitaria; quanto la percezione del brand incida sul valore conferitogli; la possibilità di utilizzare tale dissonanza per confermare una credenza negativa.

LA MIA ESPERIENZA

BALMAIN PSICOLOGIA DELLA MODA

Ecco un esempio derivante da una mia esperienza personale.

Pochi mesi fa Balmain ha lanciato una capsule collection in collaborazione con Barbie. Essendo una grande amante di entrambi, me ne sono subito innamorata. In particolare ero rimasta affascinata dall’abito aderente magenta e rosa, con spalle rinforzate.

Ho seguito il lancio dell’intera campagna e poi ho ricercato la collezione online, osservando per bene quel capo che tanto mi aveva colpita. Ho condiviso la mia Balmain x Barbie euforia anche con la mia community sui social e lo avevo classificato come “mio capo identificativo”.

L’ho visto indosso alle modelle, ad alcune influencer. Sapevo che su di loro aveva una certa vestibilità, ma evidentemente il mio cervello aveva ormai registrato l’immagine in ogni minimo particolare.

Così quando mi sono recata da Balmain per provare il famoso vestito…AMARA SORPRESA. 

Appena ho alzato gli occhi allo specchio sono riuscita solo ad esclamare “carino. Mi sta bene questo colore”. 

L’hype che avevo creato intorno all’abito, il desiderio di possederlo, le proiezioni che avevo agito su di lui…tutto svanito in un attimo.

Amavo le sue linee decise e la forma longilinea che assumeva sui corpi di quelle bellissime donne viste sui social. Su di me però accentuava le curve, le spalle diventavano sproporzionate rispetto al corpo e la lunghezza non donava assolutamente alle mie gambe. 

In poche parole: l’immagine che avevo in testa non corrispondeva assolutamente con quella reale.

Sono andata indietro nel tempo, alla me con dismorfofobia, che odiava il suo corpo e cercava ogni scusa per denigrarsi. Quell’Anastasia avrebbe pensato che non fosse possibile che un abito Balmain potesse star male a qualcuno e avrebbe pensato che non le stesse bene because of her, perché ad essere sbagliato erano il suo corpo, le sue forme, il suo peso. E avrebbe pianto, e digiunato, e si sarebbe insultata senza pietà. Anastasia se la sarebbe presa con se stessa, giudicandosi non all’altezza dell’abito e insultandosi per non essere perfetta.

L’Anastasia di oggi ha mantenuto il controllo davanti a quello specchio. Non si è concentrata sul suo corpo, anzi su quelli che prima considerava “difetti”, ma ha osservato il vestito: il modo in cui cadeva, la lunghezza, le proporzioni. Ha giudicato se l’abito fosse adatto per il suo corpo e per la sua persona, e non viceversa.

Su Instagram le mie foto…dissonanti 😅 ANASTASIA-LA PSICOLOGA DELLA MODA

La dissonanza c’è stata; il modo di reagirle è stato differente in quanto questa volta c’era CONSAPEVOLEZZA. Di me, del mio corpo e dei meccanismi mentali, funzionali e disfunzionali, che si attivano nel rapporto con l’abbigliamento e con lo shopping.

SEGUI QUESTE 3 SEMPLICI REGOLE SE TI RITROVI IN QUESTA ESPERIENZA:

-quando prendi di mira un abito/accessorio ricerca foto in cui è indossato da varie tipologie di corpo; non ti fermare all’unica e sola proposta sui media (lo so! Questo è un lavoro che dovrebbe esser fatto dai brand, ma a quanto pare continuano a spingere corpi che rispettano certi canoni mentre agli altri riservano qualche apparizione fulminea)

-quando le fantasie su quel capo si moltiplicano ricorda di immaginarlo sulle TUE forme: prendine uno simile che hai nell’armadio, indossalo e immagina che abbia tessuto e motivo di quello nuovo. Questo sforzo ti aiuta a riportare la fantasia su un piano di realtà e ad evitare di esperire una brusca dissonanza

-RIPETI A TE STESS*: “non è il mio corpo che deve adeguarsi all’abito, è l’abito che deve essere all’altezza del mio corpo!”. Prendi il controllo, rivendica il diritto ad essere così come sei e a piacerti!

TU, prima di tutto.

ANASTASIA LA PSICOLOGA DELLA MODA PRETTYPSYCHOTHINGS

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