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GUIDA FACILE PER INDOSSARE ABITI PER CUI NON DEVI CERCARE SCUSE

“Per una volta che non mi piaccio al 100% che sarà mai”, “le prendo anche se non è il mio numero perché devo averle”, “non mi piacciono ma vanno di moda”. Hai mai pronunciato queste frasi? Continua a leggere👇🏼

Hai presente quando accompagni qualcuno a far shopping e in attesa che esca dal camerino ti metti a cinciscare con l’addettæ alle vendite?

Al contrario delle altre coppie della popolazione mondiale e contro ogni aspettativa, di solito sono io quella che aspetta e che chiacchiera. 

Una di queste volte, tra una battuta e l’altra, la ragazza con cui stavo parlando dice: 

“…d’altronde noi donne troviamo sempre una scusa per farci andare bene le cose”.

BUM!

Ho pensato a tutte le volte in cui mi sono costretta ad entrare in abiti troppo stretti, a camminare in scarpe troppo piccole; alle volte in cui ho pianto per il dolore ai piedi provocato da scarpe con il tacco deformanti; a quelle in cui ho rinunciato a ciò che volevo indossare realmente e mi son fatta andare bene altri capi (che non dicevano niente di me), per evitare di “sembrare”, quindi per evitare che qualcuno potesse avere giudizi o pensieri negativi su di me.

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QUANTE VOLTE È SUCCESSO AD OGNUNÆ DI NOI?

A chi non è capitato di indossare qualcosa per forza e di giustificarsi con se stessæ dicendo “dai è solo un abito!”, “ma si tanto chi mi deve vedere”, “se lo metto una volta non è che succede un finimondo”, “almeno faccio contenta la mamma”…

“Trovare una scusa per farci andare bene le cose” sottintende che le cose, in realtà, non ci vanno affatto bene. Implica anche che ci ignoriamo, che non ci ascoltiamo, che svalutiamo il nostro sentire e abbassiamo la testa, di nuovo.

Può capitare di ricevere in regalo abiti/accessori che non sono assolutamente per noi, vuoi perché la persona che ce li dona non ci conosce veramente, vuoi perché chi li fa vorrebbe che fossimo diversæ, vorrebbe cambiarci. 

Delusione, tristezza, disgusto, rabbia, sfiducia colpiscono alla pancia (o dove è localizzato il sentire del singolo); ma sono troppo spiacevoli da provare e da mostrare, per cui in genere vengono cancellati con un falso sorriso e si fa finta di nulla.

Indossare quei regali, fingere che vadano bene, è una ferita che accettiamo di infliggere alla nostra identità, che può generare insoddisfazione e confusione.

NON ESISTE SOLO LOUBOUTIN

Ci costringiamo a farci andar bene le cose anche quando indossiamo trend, compriamo it bags o it shoes solo perché BISOGNA AVERLE, perché sono desiderate worldwide, sono status symbol. E ci facciamo andar bene anche quelle scarpe che ci squartano i piedi ma sono di un brand luxury, quindi i significati veicolati da quel nome diventano più importanti della nostra stessa persona, credendo troppo spesso che siano gli oggetti che abbiamo a definirci e non il contrario.

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Le Louboutin, ad esempi, sono legate all’immaginario di una donna sensuale, sofisticata, facoltosa, rigida e irraggiungibile. Scopri e scopri quella donna ha i piedi anestetizzati dal dolore; chissà cosa farebbe se scoprisse che potrebbe essere ugualmente sensuale e femminile anche con un paio di scarpe per lei comode…!

COSÌ COME TI VESTI, TI COMPORTI

I comportamenti che abbiamo nei confronti di abiti e accessori non sono che una attualizzazione dei comportamenti e degli atteggiamenti che abbiamo in altri aspetti della vita quotidiana. Per cui se si cercano scuse per farsi andar bene l’abbigliamento che non piace, si cercano scuse anche per accettare relazioni non soddisfacenti, azioni o parole altrui non gradite. E come non ci si ascolta quando l’abito è così stretto da risultare soffocante, così non ci si ascolta quando persone o comportamenti diventano così disfunzionali da diventare nocivi.

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I pensieri che formuliamo su di noi in riferimento a ciò che indossiamo sono gli stessi pensieri che ci rivolgiamo nelle altre aree della nostra vita. Mettere qualcosa pensando “tanto chi vuoi che mi guardi?” sarà poi un “tanto chi vuoi che mi ascolti?!” quando invece vorremmo parlare, o un “tanto chi vuoi che mi desideri?!” nonostante desidereremmo avere una relazione. 

In breve, con la moda vengono alla luce quei pensieri che depotenziano e bloccano la spinta vitale.

E QUINDI? CHE DOBBIAMO FARE?

Quindi: usiamo i vestiti per ri-apprendere a sentir(ci). 

  • Quando provi abiti/scarpe/accessori ascolta ciò che senti: se ti si chiude lo stomaco, se ti fa storcere il naso, se ti provoca delusione, allora non è quello giusto per te
  • Fai attenzione al momento in cui balenano le prime scuse: “più di tanto non posso permettermi…”, “in fondo basta stringerlo qui, allargarlo lì, accorciarlo, allungarlo e poi potrebbe essere perfetto”, “è colpa mia se non mi piace, non sono abbastanza magra”, “la commessa ha detto che mi sta bene” e sii consapevole del fatto che se hai bisogno di scuse per farti piacere qualcosa, allora non è quello giusto per te
  • Figurati più opzioni e provale. Quando troverai quella che ti farà vivere una corrispondenza soddisfacente tra l’idea che avevi in testa e l’immagine che vedi riflessa nello specchio, allora sarà quella giusta per te!
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Ci vuole un po’ di allenamento e tanta pazienza, ma smettere di cercare scuse per farti andar bene le cose nell’abbigliamento ti sarà utile in tanti altri campi. 

In compenso la tua palestra saranno armadio e negozi e i tuoi attrezzi abiti e scarpe. Figo no?

Fun fact: sai perché ho sempre pensato che il lavoro di influencer non facesse per me? Perché temevo che avrei dovuto indossare qualcosa che non sentivo per niente mio e avrei anche dovuto far finta che non fosse così per adempiere al lavoro pubblicitario per l’azienda…Lo so, ad Icaro faccio un baffo <3

Sai cos’è la psicologia della moda? Leggi un po’ qui <3

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